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Che cos’è la propoli?

Già ho parlato dell’origine del nome propoli: in greco “pro-polis” vuol dire “per la città”, “a difesa della città”, mentre in latino “per pulire”, “per verniciare”.

[message_box title=”” color=”yellow”]La propoli è, infatti, una sostanza resinosa che le api raccolgono da alcuni tipi di alberi (pini, abeti, olmi, ecc… ), la elaborano con propri enzimi e viene quindi utilizzata per difendere l’alveare da problemi di ordine sanitario e climatico.[/message_box]

Ogni feritoia o interstizio che sia più piccolo della grandezza di un’ape operaia (l’ape operaia è più piccola sia dei fuchi, i maschi, che della regina) viene sigillato con la propoli in modo da evitare il passaggio di altri animali, aria, umidità o quant’altro.

[quote align=”left” color=”#d97223″]La propoli è l’unica medicina (un antibiotico naturale) e l’unico disinfettante di cui dispongano le api.[/quote]

Api o animali estranei morti nell’alveare, e che non possano essere trasportati fuori, vengono letteralmente imbalsamati con la propoli. Ricoperti da questa sostanza non vanno infatti in putrefazione e non rappresenteranno più un rischio sanitario per la colonia.

Viene raccolta sulle gemme, sulle foglie o sulla corteccia di piante, è una sostanza resinosa e balsamica. Le api la mescolano con speciali succhi salivari, la impastano e formano delle piccole palline che dispongono su una coppia di zampine (conformate in modo specifico per alloggiare palline di polline o di propoli) e la trasportano all’alveare.

A differenza delle palline di polline, l’ape non riesce a scaricare da sola le palline di propoli dalle proprie zampe e necessita quindi dell’aiuto delle sue sorelle.

Con il calore la propoli diventa malleabile e appiccicosa. Per le api è quindi utile per “stuccare”, “imbiancare”, sigillare, imbalsamare o costruire, in particolare mescolata con cera, che ne aumenta la plasticità anche a temperature inferiori.  Con il freddo infatti la propoli diventa dura e vetrina. Con il calore invece è collosa e macchia in modo indelebile… attenzione dunque a quando la usate.

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