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I mille usi della cera d’api

La cera d’api adesso è caduta un po’ in disuso perché è stata sostituita da altre materie, spesso di origine sintetica o petrolifera di più basso costo (ma la qualità non conta?! e l’impatto ambientale…).

Per i mobili: ottima per i mobili in legno è una cera realizzata con cera d’api e trementina naturale. Famosa a tal proposito è la “cera Stradivari”.

Per illuminare, ma anche per creare atmosfere armoniose: appena si parla di cera non si può non pensare alle candele. La combustione della cera d’api non emette sostanze pericolose in aria, ha un naturale aroma delicato (ma che può essere arricchito o variato dall’aggiunta di oli essenziali) e crea una luce calda e armoniosa, bella per gli occhi e per lo spirito.

Per la pelle: in passato le creme avevano come base la cera e l’olio di oliva. Molti erano gli unguenti “medicinali” che sfruttavano le proprietà della cera unendole ai benefici della propoli o di erbe officinali (unguenti all’arnica, all’iperico, alla calendula….). La cera ha una struttura chimica che è particolarmente affine a quella della pelle, inoltre ha la capacità di formare in film protettivo che resiste anche a qualche lavaggio con i detergenti e detersivi. Un vero agente di protezione, ideale, ad esempio, per le mani, una parte del nostro corpo sfrequentemente esposta ad agenti aggressivi.

Per le ferite: e non solo sotto forma di unguenti. La cera infatti veniva messa calda sulle ferite. Sicuramente mettersi la cera ancora calda su una ferita non era un gran piacere, ma in epoche in cui non esistevano pomate antibiotiche poteva essere estremamente importante. Il suo uso infatti preservava la contaminazione della ferita da agenti esterni e favoriva la cicatrizzazione. Si pensa che derivi da questo utilizzo la parola “cerotto”.

Un altro uso sanitario della cera è quello dei coni per la pulizia delle orecchie. Della stoffa imbevuta di cera e arrotolata a forma di cera viene appoggiata sul foro auricolare e incendiata dalla parte opposta. la combustione crea una depressione che permette l’asportazione del cerume dal canale auricolare.

Per i riti liturgici, per creare atmosfere romantiche, per festeggiare: si pensi a quanti tipi di candele si possono creare, dai lumini ai ceri votivi, alle candele profumate, colorate o decorate, magari con fiori secchi, alla fiaccole. E non per ultime: le candele per le torte di compleanno.

Per il sapone: in piccolissima parte, insieme all’olio di oliva, conferisce compattezza e gradevolezza al sapone solido. Un eccesso di cera rende il sapone friabile e ceroso.

Per fare sculture, stampi, creazioni in campo orafo o dentistico: altro non è che l’applicazione della tecnica di fusione a cera persa, dove la fusione della cera in uno stampo lascia spazio ad altri materiali (metalli fusi, ad esempio) che assumano la forma che assumeva la cera.

Come dicevo inizialmente la cera d’api è caduta molto in disuso. Adesso viene spesso sostituita con materie sintetiche ed è un vero peccato perché, oltre al diverso impatto ambientale, il profumo della cera naturale, il colore che emana, le proprietà di dermoaffinità, la sua plasticità, la capacità di fondere a basse temperature, l’estrema versatilità ne fanno un prodotto veramente speciale. Inoltre la sua produzione non necessita di forzature nell’allevamento delle api: come nella loro natura le api ne producono moltissima, non solo, a primavera hanno proprio l’istinto e la necessità di costruire. Non appena si lascia uno spazio vuoto sufficientemente grande vi si ritrova una nuova costruzione di cera, inoltre creano continuamente ponticelli di cera ovunque.

Pertanto rappresenta un prodotto naturalmente disponibile anche per l’uomo.

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One thought on “I mille usi della cera d’api

  1. Mi piace molto quello che hai scritto, e sono d’accordo peccato che oggi molta gente o ignora l’ esistenza di questi prodotti naturali dai mille usi.

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