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Le mie api e il nostro miele

Istintivamente le api tendono a fare scorte di miele che vanno ben oltre le loro necessità.

L’apicoltore mette a disposizione delle proprie api una “casina”, l’arnia, che le aiuta molto nel mantenimento della temperatura interna dell’alveare, per cui consumano meno miele di quanto facciano le loro cugine, non allevate.

Come allevo le mie api?! Attualmente ho due apiari. Uno a Lastra a Signa, dove abitavo fino a poco tempo fa, e uno a Borgo San Lorenzo, vicino a dove abito adesso. Il terzo apiario dipenderà dal prossimo trasloco?! Chissà! Penso di no. Zone geografiche diverse che permettono di avere una netta differenza anche fra i tipi di miele prodotti.

A Lastra a Signa ho prodotto due tipologie di miele. Entrambi millefiori ma uno è più chiaro, con un sapore più dolce e delicato per la presenza rilevante di nettare di acacia: un miele che non cristallizza – ovvero non indurisce – facilmente. L’altro è un po’ più scuro, saporoso e dolce: un millefiori vero e proprio, dove non prevale una specie ma c’è un’armonia di gusti che si sprigiona in bocca.

Anche a Borgo San Lorenzo ho prodotto due tipi di miele. Un millefiori scuro, intenso, meno dolce e con un tipico retrogusto amaro, dovuto alla presenza di nettare di castagno. E il miele di girasole: giallo dorato, con tipico sapore di fiori, un gusto delicato e caratteristico che mi piace definire “di sole”. Si, secondo me il miele di girasole “sa di sole”, d’estate, di fiori… Peccato però che le attuali varietà di girasole non siano particolarmente ricche di nettare… per cui ne hanno potuto produrre pochino.

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